Venerdì 1° dicembre, la sala BCC di Aosta è stata palcoscenico di un incontro di impatto culturale e particolarmente partecipato, organizzato dalla Fondation Emile Chanoux che ha voluto proporre alla cittadinanza un confronto tra la “Dichiarazione dei rappresentanti delle popolazioni alpine” e il “Manifesto di Ventotene”. L’evento si è tenuto nell’ambito delle due giornate dedicate all’80° anniversario della Carta di Chivasso e della Resistenza, grazie alla Regione Val d’Aosta, col patrocinio del Comune di Aosta, del Comune di Ventotene e dell’Istituto Altiero Spinelli.
L’incontro è stato aperto dal presidente della Fondation Chanoux, Marco Gheller, che ha dichiarato: “Si tratta di un esperimento culturale: è la prima volta che questi due documenti vengono analizzati congiuntamente, mettendo in dialogo le loro analogie e differenze. Essi rappresentano pietre miliari del pensiero politico novecentesco.
Dopo gli interventi istituzionali in particolare del sindaco del Comune di Ventotene Carmine Caputo, del sindaco di Chivasso Claudio Castello, del presidente del Consiglio comunale di Aosta Luca Tonino e del presidente della Regione Val d’Aosta Renzo Testolin, a quest’ultimo è stato consegnato il “Manifesto di Ventotene” nell’edizione speciale del 1991 edito dall’Istituto Spinelli e il volume “Il Manifesto di Ventotene e il Seminario” edito dalla casa editrice pontina “Atlantide” e realizzato dall’Istituto stesso.
La seconda parte del ricco pomeriggio è stata dedicata all’approfondimento, con gli interventi del prof. Alessandro Celi, presidente del comitato scientifico della Fondazione Chanoux, e Mario Leone, direttore dell’Istituto Spinelli e con le conclusioni dell’Assessore della Regione Val d’Aosta Luciano Caveri.
Il prof. Celi è intervenuto sulla Carta di Chivasso, un documento realizzato nella clandestinità il 19 dicembre 1943 da esponenti della Resistenza delle valli valdesi e valdostane come Émile Chanoux – che pochi mesi dopo morirà nel carcere fascista – Ernest Page, e anche da Federico Chabod (che aveva contribuito con un documento), Osvaldo Coïsson e Gustavo Malan, da Torre Pellice, e Giorgio Peyronel e Mario Alberto Rollier. Mario Leone ha dedicato l’intervento alla genesi del Manifesto di Ventotene un “progetto per un’Europa libera e unita”, che ha nel suo “dna” l’antifascismo realizzato al confino sull’isola pontina nel 1941 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, con la collaborazione di Eugenio Colorni, e l’azione divulgativa di Ursula Hirschmann, che proponeva la realizzazione dell’unità europea superando i nazionalismi con il federalismo europeo e mondiale. Come la Dichiarazione di Chiavasso che vedeva nel federalismo infranazionale come il quadro più adatto a fornire le garanzie dei diritti individuali e collettivi alle libertà, garantendo nel futuro assetto europeo l’avvento di una pace stabile e duratura.
Il programma completo: Ad Aosta, il Manifesto di Ventotene e la Carta di Chivasso – (istitutospinelli.it)



